Albert Manguel: I libri che attraversano una vita

 

Ecco l’intervento di Albert Manguel dedicato ai "libri che attraversano una vita", presentato alla giornata conclusiva del XXV seminario di perfezionamento della Scuola per librai di Venezia,il 25 gennaio 2008:

<< Che cosa sono le nostre biblioteche se non archivi dei nostri gusti, musei dei nostri capricci, cataloghi dei nostri piaceri, ritratti delle nostre vite?
Il piacere della lettura si presenta variegato e molteplice.
Non esiste una storia unanime della lettura bensì tante storia di lettori. Condividiamo certi tratti, certe abitudini e formalismi, ma la lettura resta un atto individuale. Non sogniamo tutti allo stesso modo né facciamo l’amore alla stessa maniera, e analogamente, non tutti leggiamo secondo canoni uguali.
I libri che attraversano le nostre vite sono, per ognuno di noi, meravigliosamente diversi, come lo sono le nostre esistenze.
….
Leggere è ricordare.
Non solo l’esperienza altrui raccontata dall’autore, ma anche la nostra, inconfessata. E non solo le pagine del testo che stiamo leggendo, ma anche i testi letti da tempo, dall’infanzia, componendo così un’antologia selvatica che cresce nei nostri ricordi come l’opera frammentaria di un unico autore mostruoso la cui voce è quella di Dino Buzzati, di Sant’Agostino, di Petrarca… Leggere ci introduce al piacere di ricordare ciò che altri hanno ricordato per noi, i loro inimmaginabili lettori.
Leggere ci offre il piacere di una memoria comune, una memoria che ci dice chi siamo e con chi condividiamo qs mondo, memoria che custodiamo in delicate reti di parole.
Leggere ci apre la coscienza del mondo e di noi stessi.

Sono chi sono in virtù di una vastissima gamma di circostanze, ma posso riconoscermi, essere consapevole di me stesso, grazie ad una pagina di Borges, Stevenson, di Rimbaud… Il tarlo della coscienza denota l’incisiva, costante, ossessiva ricerca di noi stessi. La lettura aggiunge a quest’ossessione la consolazione del piacere.
Oggi il piacere è stato declassato a forma di intrattenimento superficiale, a distrazione, a facilità, a soddisfazione egoistica. Confondiamo le informazioni con la conoscenza, il terrorismo con la politica, il gioco con l’abilità manuale, il valore con il denaro, il reciproco rispetto con la tolleranza supponente, l’equilibrio sociale con la comodità personale. Crediamo che essere contenti equivalga ad essere felici. Ma il piacere vero, quello che ci nutre e ci incoraggia, non si ottiene disfandoci della nostra umanità, ma piuttosto si ottiene prendendo coscienza della nostra dimensione umana, del fatto che esistiamo come piccoli punti interrogativi nel vasto testo del mondo. Chi di noi ha la fortuna di essere lettore sa che è così, poiché la lettura è una delle modalità più gioiose, generose ed efficaci di accedere alla coscienza.>>

http://www.scuolalibrai.it/uem04-ita/maitres.pdf/manguel08.pdf

 

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1 commento

  1. Luca said,

    4 aprile 2008 a 23:53

    .iuq id otassaP
      iggamo ieim I
                kiselaM


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