Per riassaporare qualche momento del Festivaletteratura 2010

eccovi le Tracce!

 

http://telecomitalia.webcasting.it/festivaletteratura2010/index2.php

Ciao mondo!!

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FESTIVALETTERATURA 2010

Anche quest’anno i giochi sono fatti. A fine giugno sono stati svelati i nomi degli autori che saranno presenti al prossimo festival…e venerdì, finalmente, è avvenuta la consegna del programma! Ora possiamo scandagliare con calma gli oltre 200 eventi, soppesare alchimie e suggestioni dei vari filoni…e alla fine decidere…quale evento non mi voglio perdere???      Nel frattempo buone estate…e buona lettura!
Hei mi raccomando..segnatevi le date..quest’anno vi aspettiamo dall’8 al 12 settembre.
^_^

http://www.festivaletteratura.it/

I sogni sono la misura dell’anima

Riparto, per una micro vacanza…che dentro di me ha l’effetto di una sferzata di vento…come quello di qs giorni, così fresco, così carico di profumi e di attese.
Riparto per una nuova esplorazione, con la testa piena di sogni e suggestioni…e la valigia vuota! State bene, se potete. ^__^

“…Istanbul non somiglia
affatto alle città tropicali dal punto di vista climatico, geografico o
della povertà sociale, ma per la fragilità delle sue esistenze, per la
sua lontananza dai centri occidentali, per il «mistero» delle sue
relazioni umane, che un occidentale farebbe fatica a comprendere, e per
il senso di tristezza, che ricorda ciò che Lévi-Strauss chiama tristesse. Per definire non il dolore che affligge il
singolo, ma una cultura, un ambiente in cui vivono milioni di persone e
un sentimento, il termine hüzün è molto adatto, come tristesse…”


“…La Istanbul della mia infanzia e
gioventù era un posto dove la struttura cosmopolita della città
scompariva velocemente. Gautier osserva, come molti altri viaggiatori,
che nel 1852, cent’anni prima della mia nascita, nelle strade di
Istanbul si parlava contemporaneamente il turco, il greco, l’armeno,
l’italiano, il francese e l’inglese (e doveva aggiungere il ladino,
prima del francese e dell’inglese), e molte persone in questa «Torre di
Babele» ne parlavano contemporaneamente più d’una – lui allora si
vergognava un po’ per il fatto di sapere soltanto il francese, come la
maggior parte dei francesi…”

“…Ognuno di noi ha in mente un
testo in parte segreto, in parte leggibile che dà un senso a ciò che fa
nella vita, senso che possiamo chiamare sia coscienza sbagliata, sia
fantasia, addirittura ideologia come si diceva un tempo…”
Orhan Pamuk, Istanbul

3 ottobre 2009: riparto…da qui!

 
Finalmente riprendo a muovermi!
Finalmente riprendo a vivere e a respirare, a pieni polmoni, aria nuova…
Finalmente riparto…per esplorare in primis me stessa…
e poi, qs volta, la meta sarà la East coast "ammericana" con New York e il New England! Evviva!
State bene…se potete.
 
<<La nostra destinazione
non è mai un luogo,
ma un modo nuovo
di vedere le cose>>
da Strade Blu di William Least Heat-Moon
 
 
 

Ecco finalmente il programma del Festivaletteratura 2009

 
Siamo al Festivaletteratura n.13
 
 
Lunedì scorso, come da tradizione, si è completato in Piazza ALberti il rito della consegna del programma 2009.
 
 
 
Nuovo volto grafico…ma stessa formula..anche qs anno gli eventi saranno più di 200!
 
 
 
Il conto alla rovescia è scattato! Chissà come andrà qs’anno…e che cosa riuscirò a vedere?
L’importante è che anche qs anno ci sarò…e come sempre sarà tutto da vivere! ^____^
 

7-8 luglio 2009 – U2 indimenticabili

Due giorni vissuti intensamente…
Prima tramite Sara e poi di persona…
è stato indescrivibile…
e pensare che non ero tanto convinta…
e invece è stato memorabile!!!!!!
quel palco è veram un’idea geniale…ti senti in un sogno…galleggi nella musica e nel colore…
coinvolgentissimo!!! Grazie ragazzi! ^__^
 
 
 
 
“We love Milano”: gli U2 conquistano San Siro
 
Più di 20 anni fa, gli U2 dissero: "Il pubblico italiano è il migliore al mondo". Dopo aver visto il successo registrato dalle due date milanesi del 360° tour, si può dire che l’idillio tra la band e i suoi fan del Belpaese sia rimasto immutato.
 
Più di 20 anni fa, gli U2 dissero: "Il pubblico italiano è il migliore al mondo". Dopo aver visto il successo registrato dalle due date milanesi del 360° tour, si può dire che l’idillio tra la band e i suoi fan del Belpaese sia rimasto immutato.
Musicalnews ha seguito la seconda tappa degli U2 allo stadio San Siro, quella dell’8 luglio. La scaletta è stata sostanzialmente la stessa della sera precedente, giusto con qualche variazione qua e là: fuori "Angel of Harlem", "In a little while" e "Party Girl", dentro "Desire", "Electrical storm" e una "Stuck in moment you can’t get out of it" eseguita in versione acustica, chitarra e voce, con un simpatico duetto tra Bono e The Edge. Ma andiamo con ordine. Il live inizia pochi minuti dopo le 21: The Claw, l’artiglio, è il gigantesco palcoscenico circolare con quattro bracci, situato verso il centro del prato, che costituisce la scenografia di questo nuovo tour. L’obiettivo è quello di consentire al pubblico di vedere i musicisti da ogni lato dello stadio, "creando paradossalmente maggiore intimità tra noi e gli spettatori", come ha dichiarato lo stesso Bono. Gli U2 si trovano su un palco che è collegato a un anello da due ponti semovibili, sui quali spesso i quattro di Dublino saliranno durante il concerto. Nel parterre, il pubblico è posizionato sia al di fuori che all’interno di questo anello, e il colpo d’occhio, dagli spalti, è forte: lo stadio è tutto pieno. Si parla di una media di 77.000 spettatori a sera.
La band parte con i brani dell’ultimo cd "No line on the horizon": entra Larry Mullen Jr. e attacca il ritmo quasi tribale di "Breathe", poi ci sono "No line on the horizon", "Get on your boots" e "Magnificient". Bono si arruffiana subito la platea iniziando a cantare "We love Milano" e tirando fuori una bandiera italiana dinanzi alla quale si inchina, dopo averla appesa all’asta del microfono. La prima hit del passato è "Beautiful day", proposta in medley con "Here comes the sun" dei Beatles, dopo di che arrivano "I still haven’t found what I’m looking for" e "Desire", e l’atmosfera si riscalda sempre più. "Desire" è il pezzo scelto per omaggiare il compianto Michael Jackson: sul finale, Bono accenna prima "Billie Jean" e poi "Don’t stop ‘til you get enough". Quando arriva una delle chicche di questo tour, cioè il ripescaggio di "The unforgettable fire", sul megascreen è tutto un tripudio di colori. I presenti si gasano sempre più con "City of blinding lights" e "Vertigo", fino a quando Bono non urla "Let’s dance" e lancia una discutibile versione remix di "I’ll go crazy if I don’t go crazy tonight", estratta dall’ultimo lavoro. Per un attimo sembra quasi di tornare indietro agli sperimentalismi anni ’90 del periodo di "Pop", ma fortunatamente si tratta solo di una parentesi, tutto sommato anche divertente.
Oggi gli U2 sono un gruppo di 50enni consapevoli della propria forza, interessati solo a proporre il loro rock dal sound inconfondibile, e questo è decisamente un bene. Bono è un leader carismatico, consumato e navigato, in grado persino di zittire la folla con un gesto quando tutti stanno cantando in coro e lui invece vuole dire qualcosa. E le sue parole pesano eccome: servono a sensibilizzare quando dedica "Walk on" ad Aung Sang Suu Ki (e decine di fan con indosso la maschera dell’attivista birmana salgono sul palco sfilando davanti ai musicisti), ma servono anche a stimolare le coscienze quando si rivolge al premier Silvio Berlusconi rimediando inizialmente una sonora bordata di fischi (dice in inglese "Ho sentito che lei è una persona generosa e che ha una bella voce. Beh, io amo i cantanti"), subito tramutati in applausi quando aggiunge che "in qualità di capo di questa bellissima nazione, lei ha il dovere di fare qualcosa di importante", con un chiaro riferimento al G8 dell’Aquila che si tiene proprio in questi giorni. Bono, infatti, chiede che l’Italia mantenga le promesse fatte sulla cancellazione del debito dei Paesi poveri.
La grande musica respirata ieri a San Siro annovera anche "Sunday bloody Sunday", in medley con "Get up stand up" di Bob Marley, e "Pride". Dopo un videomessaggio del vescovo sudafricano Desmond Tutu che invita alla pace, ecco "Where the streets have no name" e "One". Ormai la performance del quartetto irlandese è lanciata sempre più verso alti lidi. Il bis mette in campo "Ultraviolet (Light my way)", cantata da Bono con indosso un giubbotto di pelle coperto di led rossi, e una suprema "With or without you", con il coro di tutto lo stadio a fare da contorno. Chiude il set "Moment of surrender": forse non la migliore soluzione possibile, vista la sciatteria del pezzo, ma si tratta di un peccato veniale che agli U2, in una serata magica come questa, si può tranquillamente perdonare.
 
 
 
La set list del 7:
 
Breathe
No Line on the Horizon
Get on your boots
Magnificent
Beautiful day
I Still Haven’t Found what i’m looking for
Stand by me
Angel of Harlem/man in the mirror/don’t stop ’til you get enough
 Party girl
In a little while
Unknown Caller
The Unforgettable Fire
City Of Blinding lights
Vertigo
I’ll Go Crazy If I don’t Go Crazy Tonight (dance remix)
Sunday Bloody Sunday
Pride (In the Name of love)
 MLK
Walk On
——
discorso desmond tutu
where the streets have no name
one
——–
Ultra violet (Light My Way)
With or without you
Moment of Surrender
 
 
Quella dell’8:
 
 Breathe,
No Line On The Horizon,
Get On Your Boots,
Magnificent,
Beautiful Day – Here Comes the Sun,
I Still Haven’t Found What I’m Looking For,
Desire – Billie Jean – Don’t Stop Til You Get Enough,
 Stuck In A Moment,
Electrical Storm,
Unknown Caller,
The Unforgettable Fire,
City of Blinding Lights,
Vertigo,
I’ll Go Crazy If I Don’t Go Crazy Tonight,
Sunday Bloody Sunday – Get Up Stand Up,
 Pride,
MLK,
Walk On – You’ll Never Walk Alone,
——
discorso desmond tutu
Where the Streets Have No Name,
One
Encore: Ultraviolet,
With or Without You,
Moment of Surrender
——-
 tributo a Pavarotti: Vincerò….

Ciao Michael!

Get me out
Into the night time
Four walls won’t hold me tonight
If this town
Is just an apple
Then let me take a bite…
 
 
 

Danielem Silvestri al Concerto di Castiglione delle Stiviere per i 150 anni della Croce Rossa

 
Continuo a muovermi
continuiamo a muoverci
e la distanza non cambia
la luce non serve
la prospettiva non serve
il suono non serve
perché non serve guardare
per vedere
non serve ascoltare
per sentire
La senti la voce da lontano
che chiama piano
che prova a ricordarti cosa siamo
la forma delle cose che diciamo
la forma
e il ruolo che da sempre recitiamo
quest’ARIA che ti passa sulla facci
l’odore della preda
quello dell’uomo che la caccia
la senti l’atmosfera sovraccarica
arriverà la pioggia
e non è l’unica minaccia

la luce non serve
la prospettiva non serve
il suono

Lo senti questo vago avvertimento
lo sguardo che si posa, lento
inerte al cambiamento della luce
la vedi questa sagoma sottile in controluce
e come scivola veloce sui tuoi fianchi
lo vedi, lo senti
questo respiro trattenuto tra i miei denti
che come i sogni
sono sempre più distanti

Sono io
sono io
sono io
sono io
e non ci sono scelte, la logica è continuare
perfino nello spazio più immobile, continuare

continuo a muovermi
continuiamo a muoverci
e la distanza non cambia
non cambia

Riesci a vedere nei silenzi
il motivo per cui danzi
la collera che abitualmente scansi
i fanali posteriori della macchina che ti stava davanti
scomparsa nella nebbia
e tu rallenti
ancora non la senti
la voce che ripete ciecamente
"chiudere gli occhi
non ha mai cambiato niente!"

Essere insensibili agli ostacoli e continuare
completamente insensibili agli ostacoli e continuare
continuare
continuare
continuare
continuare
continuare
continuare
continuare

FESTIVALETTERATURA 2009: ECCO I NOMI !!!!!!

Inizia ufficialmente il conto alla rovescia per la tredicesima edizione. www.festivaletteratura.it
(elenco aggiornato al 15/06/09):
 
Héctor Abad Faciolince; Marco Aime; Francesca Alfano Miglietti; Cristina Ali Farah; David Almond; Giuseppe Antonelli; Livia Apa; Tito Arecchi; Stefano Arienti; Nicola Armaroli; Antonia Arslan; Mario Artioli; Marc Augé; Masayo Ave; Ariella Azoulay; Vincenzo Balzani; Muriel Barbery; Julian Barbour; Guido Barbujani; Cecilia Batoli; Stefania Bertola; David Bidussa; Walter Bonatti; Guido Bosticco; Paul Brodowsky; Avraham Burg; Mihai Mircea Butcovan; Mario Calabresi; Roberto Calasso; Enrico Camanni; Eva Cantarella; Raffaele Cantone; Paola Caridi; Roberto Carifi; Janna Carioli; Chiara Carminati; Donato Carrisi; Marco Carsetti; Bruno Cartosio; Carlo Carzan; Antonio Cassese; Giulio Cederna; Giuseppe Cederna; Brian Chikwava; Choden Kunzang; Massimo Cirri; Gianni Clerici; Paolo Colagrande; Leonardo Colombati; Gherardo Colombo; Luciano Comida; Franco Cordero; Ugo Cornia; Bora Cosic, Giorgio Cosmacini, Lella Costa; Pino Costalunga; Anna Maria Crispino; Luca Crovi; Francesco D’Adamo; Gabriele Dadati; Beppe Dati; Luca De Biase; Gianfranco De Bosio; Erri De Luca; Giorgio De Marchis; Domenico De Masi; Tadema De Sarno; Mirko Degli Esposti; Maura Del Serra; Patrick Desbois; Marco Di Domenico; Georges Didi-Huberman; Gioele Dix; Elvira Dones; Piero Dorfles; Slavenka Drakulic; Najat El Hachmi; Elio; Denise Epstein; Viktor Erofeev; Ruth Fainlight; Franco Farinelli; Giovanni Filocamo; Anne Fine; Beppe Finessi; Peter Florence; Marcello Flores; Alessandro Fo; Enrico Franceschini; Bernard Friot; Chiara Frugoni; Cornelia Funke; Chicca Gagliardo, Umberto Galimberti; Luciano Gallino; Bruno Gambarotta; Romolo Gandolfo; Jadelin M Gangbo; Anne-Marie Garat; Luigi Garlando; Marina Gasparini; Maria Angela Gelati; Amitav Ghosh; Alicia Gimenez Bartlett; Siegmund Ginzberg; Bruno Giorgini; Cristiano Godano; Nadine Gordimer; Massimo Gramellini; Hermann Grosser; Umberto Guidoni, Alfredo Haeberli; Jeff Israely; Nicole Janigro; Dzevad Karahasan; Sophie Kinsella; Jerry Kramsky; Franco La Cecla; Rainero La Valle; Tahar Lamri; Claude Lanzmann; Francisco González Ledesma; Suzy Lee; Arrigo Levi; Corrado Levi; Grazia Livi; Antonio Lo Campo; Angelo Loy; Roberto Lucchetti; Gunilla Lundgren; Susanna Magistretti; Andréï Makine; Elia Malagò; Chiara Mammarella; Maakomele Manaka; Valerio Massimo Manfredi; Michele Mari; Ignazio Marino; Petros Markaris; Owen Martell; Napo Masheane; Armando Massarenti; Paola Mastrocola; Predrag Matvejevic; Margaret Mazzantini; Guido Mazzon; Melania Mazzucco; Juri Meda; Alberto Melloni; Daniel Mendelsohn; Gcina Mhlophe; Anne Michaels; Serge Michel; Adam Michnik; Luciano Minerva; Mariem Mohamed; Natalia Molebatsi; Luca Molinari; Giovanni Montanaro; Quim Monzó; Francesco Morace; Elvira Mujcic; Herta Müller ; Gianni Mura; Marie-Aude Murail; Anna Nadotti; Maria Nadotti; Roberto Natalini; Brendan O’Carroll; Nisrine Ojeil; Mauro Pagani; Gianpaolo Pagni; Letizia Paolozzi; Michela Pasquali; Shailja Patel; Valerio Pellizzari; Pia Pera; Silvia Pérez-Vitoria; Francesco Permunian; Santo Piazzese; Daniele Piccini; Giandomenico Picco; Marilia Piccone; Pietra Pistoletto; Bianca Pitzorno; Alessandro Portelli; Elisabetta Pozzi, Rosella Prezzo; Quirino Principe; Pulsatilla; Atiq Rahimi; Ezio Raimondi, Luca Rastello; Chris Riddell; Giorgio Rimondi; Céline Robinet; Stefano Rodotà; Giuseppe Rosolini; Nella Roveri; Patrizio Roversi; Paolo Ruffilli; Stefano Salis; Gabriella Sanna; Anna Sarfatti; Stefano Scansani; Fulvio Scaparro; Luca Scarlini; Tiziano Scarpa; Igiaba Scego; Gisy Scerman; Karl Schlögel; Luis Sepúlveda; Clara Sereni; Vittorio Sermonti; Frediano Sessi; Beppe Severgnini; Alan Silliote; Margherita e Valeria Simili; Andrew Smith; Caterina Soffici; Paola Splendore; Jakob Staude; Federico Taddia; Walid Taher; Gianmaria Testa; Elisabetta Tola; Alain Touraine; Alessandro Triulzi; Chika Unigwe; Patrizia Valduga; Andrea Valente; Chiara Valerio; Anna Vanzan; Itala Vivan; Dušan Veličković; Dragan Velikić; Eyal Weizman; Fay Weldon; Maryanne Wolf; Dagmawi Yimer; Paolo Zaccagnini; Alessandro Zaccuri; Michael Zadoorian; Olimpia Zagnoli; Chiara Zamboni; Francesco Zizzola; Dino Zoff, Giovanna Zucconi; Vittorio Zucconi; Matteo Zuppi.

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